Io come te, Servo della Patria

La domanda che mi fanno più spesso è: cosa ti ha spinto ad intraprendere questo stile di vita?


Beh, per me è una cosa che viene da dentro, una cosa naturale cresciuta man mano negli anni. Da piccolino giochi con le macchinine della polizia, dopo 20 anni ti ritrovi a guidarne una.

Vi racconto brevemente la mia umile “carriera”, la mia dedizione:
Finiti gli studi da perito agrario, indirizzo scelto in relazione all’azienda agricola di famiglia, mi sono arruolato come vfp1 nell’esercito. Volevo a tutti i costi quel Cappello Alpino! Volevo portare avanti le tradizioni e poter indossare con onore l’uniforme col Tricolore sul braccio. Scaduta la ferma però partecipo ad un corso da autista soccorritore in ambulanza e poco dopo ottengo un contratto come tale. Decido anche di arruolarmi come volontario nel Corpo Militare della CRI e di effettuare un corso come Vigile del Fuoco volontario. Tra ambulanza e servizi vari mi sono ritrovato dopo poco ad essere a servizio di chi ha bisogno 24h/24h.


E poi boom, un giorno conosco un poliziotto che rivede in me un sè stesso più giovane, e prendendomi sotto la sua ala mi trasmette così tanta passione da incuriosirmi al mestiere. Inizio ad approcciarmi all’ambiente delle forze dell'ordine e a sbirciare i primi concorsi. Ho vinto il primo come agente di polizia locale, ritrovandomi così a passare l’estate in servizio in una località balneare. Nel frattempo ne tento altri fino a che ne vinco uno, che mi permette di diventare un poliziotto a tempo indeterminato. Il mondo delle forze dell’ordine, della legalità e della sicurezza, mi si spalanca davanti agli occhi. Continuo per  due anni il servizio in polizia locale, ma voglio di più e mi getto a capofitto nello studio, riuscendo così a diventare un agente della polizia di Stato, dove attualmente sto frequentando il corso di formazione iniziale.


Tutto questo trambusto è racchiuso un un'unica parola chiave: motivazione. Quel qualcosa di intrinseco nei valori che mi ha trasmesso la famiglia, nonostante io abbia deciso di non portare avanti la realtà aziendale che mi ritrovavo a casa.


Onora, rispetta, servi, proteggi : Queste quattro parole sono il significato della mia esperienza, della voglia di rendermi utile al prossimo, alla Patria e a chiunque ne abbia bisogno. Non aspettando il 23 del mese, perché se guardassi quello, starei meglio a casa. Inoltre chiunque può trovare un impiego che economicamente offre di più e con minori responsabilità.
Il pensiero del posto fisso non è compatibile con il servizio in uniforme, chi decide di intraprendere questa scelta, aldilà del colore della “giacca” che indossa, deve farlo perché ama quel Tricolore, deve farlo perché crede nei valori che rappresenta. Deve farlo perché ONORA, RISPETTA, SERVE E PROTEGGE.

 

Articolo di Martino Castagnini

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